I 5 errori da evitare durante un colloquio di lavoro

Tradotto dall’originale in inglese

Ho amato così tanto essere una recruiter, che per molto tempo non sono riuscita ad immaginarmi in altri ruoli.
Nonostante ormai da qualche anno mi trovi dall’altra parte della cattedra, ricordo ancora molto chiaramente il mio primo colloquio di lavoro.

Era una compagnia di eventi e devo ammettere che andò davvero male. Ero giovane e naive, consideravo il recruiter una sorta di ‘telefono amico’, tanto è vero che quando mi ha detto: “Parlami un po’ di te”, gli ho recitato il romanzo della mia vita per circa 15 minuti – fino a che non mi ha ‘gentilmente’ interrotta per dirmi ‘Le faremo sapere’.

Ovviamente, non ne ho più saputo nulla.

Data la mia esperienza da candidata e da recruiter, cercherò di creare una lista degli errori più gravi commessi dalle persone a cui ho fatto colloqui di lavoro, con la speranza che possiate imparare dagli sbagli di qualcun’altro.
Siete pronti per la Top 5?

1. Chiamare ripetutamente
Se il tuo colloquio viene condotto su Skype e noti che il recruiter non si è ancora messo in contatto con te, probabilmente è impegnato in un meeting. Puoi certamente inviare un breve messaggio o email per dire che sei in linea e pronto al colloquio. In caso non ricevessi alcun segno per almeno 20 minuti, allora prova a chiamare il recruiter – una sola volta. Ricorda di non essere troppo insistente e verrai ricontattato appena possibile.

2. Interrompere il recruiter mentre parla
Durante il colloquio, la persona che ti sta intervistando deve capire in pochi minuti se tu potresti essere il candidato giusto. Non è un lavoro facile, ma diventa impossibile se continui ad interrompere e parlare sopra il recruiter.

Più di una volta, potenziali candidati parlavano a ruota libera senza ascoltare davvero le mie domande. È giusto prepararsi delle risposte, ma non bisogna dirle a tutti i costi! Naturalmente, come si può facilmente immaginare, l’esito di questi colloqui è sempre stato negativo.

Interview Round the Corner
Nessuno è perfetto, perciò durante un colloquio non puoi dichiarare di non avere punti deboli.

3. Non siamo da Barbara D’Urso!
Prima di affrontare un colloquio, preparati su te stesso, soprattutto sulle tue qualità. Quando si parla di punti forza, si intendono quelle caratteristiche che fanno di te un eccellente candidato. I punti di forza più comuni sono: essere organizzati, essere puntuali, lavorare sodo ecc.

Una volta una ragazza durante un colloquio mi rispose che il suo punto forte era….la sua famiglia!
Focalizzatevi sempre sul vostro lavoro e sulle vostre potenzialità professionali, non facciamo i sentimentali!

4. E nemmeno a Uomini e Donne!
In molti paesi Europei si è obbligati ad inserire la propria fotografia sulla prima pagina del CV. In Inghilterra non si usa, anzi viene considerata una discriminante, in quanto potresti essere scelto (o non scelto) per il tuo aspetto fisico invece che per le tue capacità.

Alla mia frequente domanda: “Come ti descriverebbe il tuo ex-manager?” ho ricevuto una dichiarazione a dir poco inaspettata. “Il mio ex-manager credo direbbe…che sono molto bello e affascinante!”.
L’onestà è sicuramente apprezzabile, ma non è un casting per un programma televisivo. Sempre meglio parlare delle proprie qualità professionali.

5. PDA – Punti Deboli Assenti
Molte persone hanno il terrore di parlare delle loro debolezze, mentre credo fermamente che siano ancora più importanti dei punti di forza, in quanto i nostri punti deboli sono le nostre peculiarità.
Nessuno è perfetto, perciò durante un colloquio non puoi dichiarare di non avere punti deboli. Non dire mai al recruiter che non sai quali siano le tue debolezze o – anche peggio – che tu non ne abbia affatto!

Ricorda che nessuna compagnia vorrebbe mai assumere qualcuno che finge di essere un robot o che non ha consapevolezza di sé!

Il miglior modo per evitare questi errori è quello di prepararsi studiando l’azienda e il recruitrer quando possibile. Ponderare sempre le risposte, articolare i pensieri senza dilungarsi troppo, ma soprattutto non dimenticarsi di ascoltare le domande!

 

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Laura Peli vive a Londra da quasi 10 anni dove lavora come Career Coach. Appassionata di TED Talks e Motivazione femminile é co-Direttrice di Ni-Cons Career Consulting e di Round the Corner

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