Her Corner: Oltre la storia di Genevieve

Qui la versione originale dell’intervista in inglese

Beyond Human Stories è l’azienda fondata da Genevieve Boast con lo scopo di aiutare le persone a riscrivere la storia della loro vita.

Ho incontrato Gen lo scorso Settembre, avevamo programmato un meeting di un’ora, che poi sono diventate tre. La sua energia, la sua aurea e la sua positività sono contagiose, per non parlare della sua prorompente personalità. Siete pronti a incontrare questa Donna Incredibile?

RTC: Mi piace rompere il ghiaccio con la stessa domanda di rito, chi è Genevieve?

G: Sono una moltitudine di dimensioni. Sono una compagna, un’avventuriera. Sono la proprietaria della mia azienda e viaggiatrice per lavoro. Per certi versi sono anche una studentessa, non smetto mai di imparare, sono una bambina affascinata dalla bellezza del mondo – si guarda attorno con i suoi occhi blu oltremare – non ci posso credere che sto per dirti questo, suona un po’ scontato e forse ridicolo, ma nel profondo, credo che io sia ‘Amore’.

Amore per me stessa, per le persone che ho intorno, poco importa che siano la mia famiglia, i miei amici o i miei clienti. Sono affascinata dalle interconnessioni che si creano tra le persone: in quanto esseri umani, siamo legati da un filo invisibile. Sospira – Sí, nel profondo, sono davvero ‘Amore’.

RTC: Perché la tua compagnia si chiama ‘Oltre le Storie’ e quando esattamente hai capito che volevi andare ‘oltre’?

Interview Round the Corner Ni Cons G: Credo che la mia vita sia stata un processo di costante movimento, attraverso le storie della mia vita. Avevo un ottimo lavoro e avevo successo, ma onestamente non ero felice. Ho chiesto a me stessa che tipo di carriera volessi percorrere, e nonostante abbia provato a cambiare ruolo e ambiente, non mi sentivo completa.

Nel 2010 ho sentito il bisogno di uscire dalla mia zona di comfort e usare i miei doni per servire gli altri. É stato un processo intenso e ho dovuto prendermi del tempo per riflettere. Mi sono immersa nella natura incontaminata per undici giorni, senza tecnologia, nella più completa solitudine per non avere distrazioni. Ed è stato lí, nel mezzo della foresta, che ho avuto un Eureka: mi sono svegliata nel cuore della notte e le parole ‘Oltre le Storie’ erano nella mia testa.

Non ero certa se quello potesse essere il nome giusto, se potesse funzionare per un business. Spesso mi ritrovo a ‘discutere’ con l’universo quando mi risponde qualcosa di cui non sono del tutto sicura, come in questo caso. Alla fine ho deciso di provare a cambiare il nome della mia azienda. Improvvisamente ho iniziato a ricevere richieste da potenziali clienti da tutto il mondo, da ogni settore e cultura. Da allora le persone mi contattano quando sentono che le loro ‘vecchie storie’ non sono più abbastanza e vogliono crearne di nuove.

RTC: Chi è il tuo cliente tipico?

G: La metà dei miei clienti viene dal mondo del business. Di solito le persone con le quali ho collaborato in passato mi raccomandano ad altri con un semplice passaparola. L’altra metà è formata in parte dal settore dell’educazione, specialmente da studenti MBA. Li aiuto ad andare oltre le storie scritte per loro da altri, quelle scritte nei libri di testo. Insegno loro a diventare i leader di domani. L’ultima parte di clienti è quella ‘selvaggia’ – dice ridendo – ed è qui che le mie origini di indiana d’America escono fuori.

Mi torna in mente la prima volta che ci siamo incontrate durante un caldo pomeriggio di fine estate, quando mi ha rivelato essere discendente diretta degli indigeni Americani: dire che ero completamente rapita dalla sua storia, è poco.

Porto i miei clienti in ritiro nella natura, posti esotici come l’Egitto, il Perú e il Nord America, dove collaboro con insegnanti, curatori e comunità indigene. I partecipanti ritrovano l’equilibrio nelle loro storie. Non è un’esperienza per turisti, in quanto i partecipanti vivono il posto dove andiamo come ne fossero parte.

RTC: Ti andrebbe di parlarci del libro che stai scrivendo?

G: Con questo libro vorrei mettere il mio lavoro a disposizione delle persone, sarà pronto tra un paio di mesi – La mia curiosità e sfacciataggine mi spingono a chiederle il titolo.

Come per il nome della mia azienda, anche stavolta ho ‘ricevuto’ il nome giusto, ma a differenza dell’altra volta, l’ho accettato senza discutere.

Il nome del libro sarà ‘Tough Bliss’, perché per essere felici in questo mondo si deve lottare continuamente. Il libro parla di quanto siamo connessi alle nostre famiglie e comunità e di quanto in fondo ci somigliamo. La lotta quotidiana è rappresentata da tutto quello che intralcia il nostro cammino: le nostre paure, la rabbia, le insicurezze.

Per ogni nuova avventura che vivo c’è sempre una lotta iniziale prima di arrivare alla felicità.

Il libro è basato sulla mia vita, prendendo come base i sei passi del ciclo narrativo, lo stesso che da più di cinque anni utilizzo con i miei clienti – non vedo l’ora di averne una copia e magari intervistarla di nuovo all’uscita del libro.

RTC: Che consiglio daresti alle donne che vorrebbero avviare un business?

G: La prima cosa da sapere è che non c’e’ mai un ‘momento giusto’ – continua ridendodi solito diciamo a noi stessi che inizieremo ‘domani’. Oggigiorno sempre più donne diventano imprenditrici, i loro ruoli e le loro identità stanno cambiando. C’è in atto una vera e propria rivoluzione che va oltre il tradizionale femminismo. Ho avuto modo di osservare la mia cerchia di donne in business e ho notato che alcune di loro hanno deciso di prendere un paio di anni di pausa per stare con la famiglia, altre lavorano tutti i giorni e dedicano del tempo limitato ma di alta qualità ai loro cari. Le donne non sempre hanno bisogno di dimostrare di essere super-mamme, super-mogli e super-managers. Spesso hanno l’opportunità di scegliere in quale ambito dare il meglio.

RTC: Mi hai spesso parlato di doni e sogni: cosa risponderesti a coloro che dicono che i sogni non portano da nessuna parte, in quanto non tangibili?

G: Nonostante non sia un’esperta di fisica quantistica, posso dirti ‘scientificamente’ che viviamo in un calderone quantistico formato da particelle che rispondono alle intenzioni. Quindi, quello in cui crediamo interagisce direttamente con le particelle del nostro corpo. Se parliamo di business, se hai un obiettivo, anche se devi affrontare delle sfide, fallimenti, scalare montagne, puoi raggiungere la meta. Non c’è niente che non sia tangibile in un sogno. L’unica differenza tra un imprenditore di successo e un semplice sognatore è che il primo ci prova e ci riprova finché non riesce a raggiungere l’obiettivo.

Genevieve mi ha colpita per la sua sicurezza e forza d’animo. Quando alcuni mesi fa parlammo di bambini, sono rimasta colpita quando ha ammesso onestamente di non volere figli suoi. Sto valutando se chiederle qualcosa in proposito. Nel dubbio, ci provo.

RTC: La società spesso categorizza quelle donne che scelgono di non avere figli come ‘incomplete’, che cosa ne pensi?

G: Nella mia vita ho dato alla luce tanti bambini, solo perché non sono in carne ed ossa non significa che il processo non sia simile. Ad esempio, la mia azienda è come un bambino per me, l’ho creata, me ne sono presa cura, l’ho nutrita. Per quanto riguarda i figli ‘veri’ se dovessi per caso cambiare idea, adotterei di sicuro.

RTC: Chi è la persona che ti ha ispirata di più al mondo?

G: Probabilmente chiunque intervisterai ti risponderà la stessa cosa, ma direi che mia madre è stata la mia più grande ispirazione. Ci trasferimmo quando ero piccola dagli Stati Uniti in Inghilterra e per me fu molto difficile adattarmi al nuovo sistema scolastico britannico. Mia mamma invece che forzarmi, ha compreso il mio problema e tutte le volte in cui avevo bisogno di una pausa, me la concedeva. Quando avevo bisogno di incoraggiamento, lei era lì per me, ha rispettato le mie tempistiche. Grazie a lei ho imparato la forza, la gentilezza e il rispetto. Ha fatto in modo che la bambina dentro di me restasse viva, le sarò grata per sempre.

RTC: Concludo le mie interviste con la stessa domanda. Se incontrassi la Genevieve di 20 anni di età, che consiglio le daresti?

G: Le direi di non mollare mai e che è normale essere arrabbiati e delusi, sempre che non si smetta di percorrere il nostro cammino. Le direi anche che ogni scelta che prenderà, influenzerà il suo futuro.

Abbiamo giusto il tempo necessario per scattare un paio di fotografie.

Mentre ci salutiamo mi rendo conto di quanto sia fortunata a poter intervistare donne speciali come Gen, esperando che chi leggerà potrà trovare la stessa ispirazione.

 

Laura Peli vive a Londra da quasi 10 anni dove lavora come Career Coach. Appassionata di TED Talks e Motivazione femminile é co-Direttrice di Ni-Cons Career Consulting e di Round the Corner

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